Chi è Laura Bertoni

Sono umanista di formazione e manager dalle competenze trasversali per professione. Ho realizzato e sviluppato la passione per il vino attraverso lo studio costante e l’incontro con produttori italiani e internazionali.

Ho conseguito la Laurea in Storia dell’Arte e un Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali presso la Business School il Sole 24Ore di Milano. Ho perfezionato le competenze in Marketing e Comunicazione del Vino con un corso di alta specializzazione allo IED Firenze, ho affinato il gusto e la conoscenza di questa amata bevanda attraverso il corso di Sommelier Fisar e con lo studio del WSET e visitando i piccoli produttori storici e i luoghi della cultura che si distinguono per la loro rara bellezza.

Sono nata a Verona, tra le città simbolo del vino italiano nel mondo, ho iniziato la mia carriera nel settore della promozione e del marketing in Toscana, tra Prato e Firenze, come responsabile di progetti finalizzati a creare ambassadors del Made in Italy nel mondo, per diffondere valore e conoscenza dell’eccellenza italiana con consapevolezza, oltre l’immagine stereotipata dell’Italia.

Il mio approccio unico al vino consiste nell’affiancare indissolubilmente il vino alla cultura del territorio in cui nasce, e farne le basi strategiche della comunicazione in cantina.

Wine Heritage Lab è il blog in cui il vino viene raccontato in modo trasversale e diversamente tecnico attraverso arte, cultura e bellezza. Quando ho affiancato la parola Heritage a Wine, pensavo ad una chiave per interpretare identità, persone, stili, luoghi e non luoghi. L’Heritage, il Patrimonio, è qualcosa a cui apparteniamo e che in qualche modo ci appartiene, è il colpo di genio del passato, la certezza del presente, la fonte di ispirazione per l’innovazione in un tempo futuro.

Patrimonio Culturale è la campagna invernale che dorme, la pasta al pomodoro, un vino che racconta il sogno di un vignaiolo, una piazza italiana, un abito appeso in sartoria in cui giovani designer cercano ispirazione. Il Patrimonio ce lo racconta l’arte che con il vino ha in comune una profonda esperienza sensoriale che può portare fino all’estasi.

La forza del Patrimonio risiede nella capacità di accomunare tutti nella nostalgia di un tempo perfetto e nella certezza di una solidità che si rinnova nel tempo. L’impresa vitivinicola di oggi racchiude in sé questa resilienza.