La Vie en Rosè a Saint-Tropez. Come destreggiarsi tra i rosati più famosi del mondo, senza spendere troppo.

In effetti è un titolo che può sembrare ingannevole. Nella rinomata località francese di Saint-Tropez si spende ed è inutile fissarsi budget troppo rigidi in partenza. Eppure il vino non è una spesa eccessiva se scelto con criterio. Godetevi dunque i consigli che seguono su tutte le sfumature di rosa che questa regione vinicola può offrire, per una Vie en Rosè senza rimpianti, nè compromessi.

Particolare dell’emblematico campanile dal Porto di Saint-Tropez. Settembre 2021.

Sole, vino e luce sono elementi che da queste parti coesistono da sempre. Le Vin c’est la Vie! diceva Orazio e la viticoltura è una storia di amore e passione, come dico sempre. La vite è una delle piante più antiche del mondo e i Greci la impiantarono lungo tutto il bacino mediterraneo nel corso delle colonizzazioni, fino all’arrivo dei Romani nel I secolo a.C.. Conosciamo poi le grandi tradizioni viticole dei monasteri europei e una storia mai finita, fino ai nostri giorni. Il vino non ha sempre avuto lo stesso gusto, si è evoluto con le civiltà. Per esempio nell’antichità veniva tagliato con acqua ed erbe aromatiche, operazione per noi impensabile, e pian piano che l’uomo evolve, il vino evolve con lui. Che lo apprezziate o no, il vino rosa della Costa Azzurra fa parte del Patrimonio intangibile dell’Umanità dal 2010, e nel 2017 ha ottenuto il riconoscimento dal senato francese di Patrimonie de la Culture Française fregiandosi dello status di simbolo dell’inconfondibile Lifestyle francese, parte integrante del patrimonio economico, enogastronomico e sociale della meravigliosa Francia.

Scoprire certi gusti nel golfo di Saint-Tropez ci fa davvero sentire fieri delle origini della nostra civiltà. Una cultura nata e sviluppata a cavallo tra Alpi e Mediterraneo.

In queste zone si producono anche bianchi e rossi di un certo carattere, ma il rosa è l’indiscusso re dei calici, con un aumento costante dei volumi di consumo dal 1990, confermando la Francia come paese leader nella produzione di questa tipologia, con una produzione che rappresenta il 38% dell’intera produzione vinicola nazionale, e il 4.2% della produzione mondiale di vini rosa.

Il tipico rosè di queste zone è inseparabile dal concetto di estate, ed è il risultato di blend tradizionali: Grenache, Cinsault, Syrah, Mourvèdre, Tibouren and Rolle, uve che crescono in questo clima marittimo, soleggiato e costantemente mosso dalle brezze. L’aspetto è inconfondibile: color buccia di cipolla, gusto secco, bouquet fiorito e una leggera mineralità che si accorda alla nota acida, a richiamo i valori della regione: gioia e convivialità, vita leggera a tinte pastello.

Ricordi di un aperitivo sulla spiaggia. Settembre 2021.

Veniamo al dunque, dopo una lunga introduzione – ma ormai mi conoscete 🙂

Ecco dunque come godersi il vino provenzale senza sforare il budget dopo 24h di permanenza

Prima regola: Nessuno vi può giudicare. Le cantine qui non hanno niente a che vedere con gli chateaux bordolesi. Nonostante le glorie scintillanti del passato e l’onnipresenza della personalità di Brigitte Bardot e degli adepti della dolce vita rivierasca, la Costa Azzurra è un luogo di libertà, nessuno vi giudicherà se ponete un budget in cantina sull’acquisto delle bottiglie. Inoltre, la gentilezza e la disponibilità sono valori diffusi in questi posti. Nonostante nel centro di Saint-Tropez non manchi nessuno dei premium brands del fashion internazionale, vestitoni in pizzo e braccialettini di perline colorati, o larghi pantaloni di lino e bluse extralarge a righe hanno la meglio sullo stile. Questo per dire che non è certamente raro dover pagare €50 per una bottiglia di rosato dell’anno corrente, ma se scegliete di spenderne €8 nessuno vi dirà che è sbagliato, o vi guarderà storto per questo. Un posto dunque molto costoso, che vi farà guardare con simpatia i prezzi dei menu italiani al ritorno, (una bottiglia d’acqua costa come un antipasto in italia, e la prima cena a vi farà sentire ricchissimi), ma con qualche accortezza si può bere con qualità, senza svenimenti né svenamenti.  I rosati hanno prezzi che oscillano dai 4,50€ fino ai €50, ma a mio parere non è il prezzo a fare la qualità del prodotto. Nel mio caso, ho avuto più soddisfazione dal rosatello della cooperativa a 10€ che da una prima linea in uno Chateau. Il mio consiglio è quello di assaggiare l’intera gamma per farvi il palato, perché le degustazioni non sono mai a pagamento e gli addetti sono disponibili. Spesso gli entry level sono più piacevoli e freschi di quelli più ricercati e costosi, che forse sono addirittura meno rappresentativi del territorio.

Leggete attentamente l’etichetta. La menzione AOC – Appellation d’Origine Contrôlée , o la lettera “R” – imbottigliato dal produttore – sono sinonimo di qualità. Ma non prendetela come regola ferrea perché vale lo stesso argomento per i vini italiani, dove alcuni IGT sono in grado di superare qualitativamente e come bontà certe DOCG dal gusto superato. Gli IGP Méditérranée vi daranno soddisfazione con pochi euro. Soprattutto diffidate delle medagliette appiccicate sul collo della bottiglia, la vera qualità è discrezione e non ha bisogno di fregiarsi con medaglie per l’onore che aumentano soltanto il prezzo della bottiglia. ecco, a questo proposito, non fatevi raggirare dal prezzo. Per questo motivo è importante chiacchierate con il personale della cantina. E’ insito nel carattere mediterraneo cercare il contatto umano, e il vino lo richiede perchè girare per cantine deve essere un divertimento. Chiedete quale ritengono sia il loro preferito, quale il più rappresentativo della cantina e quale comprerebbero. Ho trovato sempre persone sincere che vendevano per passione e non per il prezzo più alto, e con questo metodo ho portato a casa i vini meno costosi, ma a mio parere più rappresentativi.

Dimmi cosa mangi, ti dirò di che rosato sei. La gamma dei rosati è davvero amplissima e può non essere semplice scegliere tra tante etichette. Può essere utile esprimere le proprie abitudini alimentari, soprattutto nel caso vi troviate nel negozio dei Maîtres Vignerons dove verrete sommersi da pareti più popolate di vini di quanto non lo sia di tele una pinacoteca. Assaggiarli tutti è impossibile, solo rosati sarebbe un po’ stucchevole e dopo qualche assaggio le vostre papille soffocate non riuscirebbero a distinguere il minimo sentore. Partite dunque dalla necessità che può essere il cibo, oppure l’occasione. Per esempio, se non mangiate pesce chiedete rosati più strutturati a base di Mourvèdre o Cabernet Sauvignon o Syrah, se volete una bottiglia da aprire al prossimo aperitivo a casa allora optate per rosati a base Grenache – intenso ma non tannico come un Cabernet – o discreto come un Carignan.

A questo punto, vi consiglio alcune delle cantine visitate nella Penisola di Saint-Tropez

Bertaud Belieu. 65 ettari nel comune luminoso di Gassin, uno dei tre villaggi di Saint-Tropez, a soli 5 km dal centro. Qui si producono rosati senza tempo, ricchi di aromi e freschezza. Si tratta di una cantina nata sotto l’egida di un nobile ramo della nobile stirpe Maison de Chateauneuf, una delle famiglie più antiche della Provenza. Jean de Chateauneuf è signore di Bertaud Gassin durante il XV secolo e nel corso dei secoli la tenuta si unirà a Belieu, un’altra tenuta che porta il nome del fiume che bagna Gassin, diventando così, nel 1939, Domaine Bertaud- Belieu. La tradizione si unisce alla svolta pop che è stata data alla cantina, dominata da quadri sgargianti a richiamo degli anni warholiani e con opere di street art su tela. Coup de coeur: Heraclea AOC 2020. 100% Syrah che riprende l’antico nome di Saint-Tropez. Toponimo d’obbligo per una cantina che rappresenta il luogo. 18€ in cantina.

Chateau Barbeyrolles. Tutto ha inizio nel 1977, quando Régine Sumeire acquista lo Chateau ai piedi del centro di Gassin. La tenuta gode di una luce e di un fascino unici. Tipicamente francese, caratterizzato dall’estetica dei fiori appassiti e dell’arco acuto diroccato. Quel senso romantico di “lasciato andare” non a sé stessi, ma alla bellezza che difende la patina velata del tempo che conserva, senza traccia di abbandono all’incuria. Questa bellezza incantò Charles Camoin, pittore francese a cavallo tra XIX e XX secolo, seguace del cromatismo di Matisse e degli en-plain-air popolati da figure nervosamente definite di Renoir. Il nuovo millennio è stato determinante per lo Chateau: nel 2004 venne costruita una nuova cantina secondo il principio di gravità, nel 2005 sono state introdotte due presse idrauliche Coquard, tipiche della regione Champagne, e dal 2000 tutti i vigneti sono stati convertiti a regime biologico e biodinamico, nel rispetto della viticoltura tradizionale praticata dal nonno e dal padre di Regine. Coup de coeur: Le Pétale de Rose. Nomen omen. 20€ di felicità.

Maitres Vigneron de la Presqu’il de Saint- Tropez. Si veda l’ultimo consiglio della lista precedente. Si può dire che si tratti del nostro concetto di cantina sociale: produttori, imbottigliatori e commercianti dei loro, e di vini di vignaioli locali che rappresentano e di cui distribuiscono il prodotto. Qui potete assaggiare una gamma amplissima di rosati e scegliere in base alla fascia di prezzo che avevate in mente di investire. Ben diversa dall’esperienza in cantina non essendoci produzione, ma soltanto vendita. Impossibile non andare per una visita. Coup de coeur: Elixir AOP (Grenache, Cinsault, Syrah), 6,50€ C’Est Trop IGP Mediterranée (Grenache, Rolle, Syrah), 6.30€ e Gourmand IGP Mediterranée (Grenache, Syrah, Rolle) 5,25€. Di quest’ultimi ho preso due casse: sarà un inverno molto lungo e con la pizza alle Alici di Sicilia della domenica sera è pura gioia.

Chateau Minuty. Vale la pena visitarlo per la storicità del luogo e per la fama del posto. Tuttavia, la degustazione è sbrigativa e il prezzo medio a bottiglia troppo alto. Qualità indiscussa, ma dall’anima tendenzialmente modaiola. Consiglio di andarci, senza sentirsi in obbligo di acquistare, soprattutto perché non si tratta di rarità e le bottiglie più importanti si trovano anche in Italia.

Fondugues-Pradugues, la mia preferita tra tutte. Una tenuta particolarissima appena fuori dal villaggio di Ramatuelle, sulla strada che porta alle mitiche e rinomate spiagge di Pampelonne. 14 ettari educati alla biodiversità, vini rossi e rosati certificati AB e Demeter, in un’atmosfera che ricorda le costruzioni eco-sostenibili dell’Europa del Nord, all’ombra della pineta mediterranea, tra silenzi e brezza che sa di sale.

 Eau de Rosée per innamorarsene perdutamente con 22€. Anche il Rouge d’Été è notevole, un rosso da bere in qualsiasi occasioni e dalle dominanti note balsamiche. Il prezzo è diverso e più alto – 28€ – ma la proprietà ha scelto di distribuirlo soltanto nei ristoranti stellati della costa. E comunque, provate a pensare a vini di questa cifra in Italia: una bevuta di media qualità.

Colori, luce e riflessi, tramonti dorati, natura, villaggi affascinanti e storia antichissima, glamour raffinato, libertà espressiva. Un posto dove si può scegliere di esibire bella vita – anche un po’ trash – oppure avere la libertà di vivere una natura bellissima senza ricorrere ad uno yacht, tra case pastello, arte neo retro e arredi coloniali. Manifesto di tutto questo è il vino rosato che esprime gioia, estate, carattere ma anche delicatezza. Può non piacere, ma siete chiamati a schierarvi per il si o per il no perché non è più tempo per dire che il vino rosa non è né bianco, né rosso, oppure che non è né carne, né pesce perché, a quanto pare, si abbina perfettamente a entrambi.

Le Club 55
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